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mercoledì, 25 novembre 2009

questo mare in bella copia tiene il segno dei biglietti scaduti.
è tutta colpa della gatta e di come è arrivata fino a qui.
e penso di riuscire ancora 
spegnere tutto e andare a casa.

tutti gli altri pezzi marciscono in vetrina e oggi , per giunta, passano i silenzi stretti in parata.
e insieme alle vetrine mi hanno sfasciato anche la voce.

eppure c'è chi dice
guardare è gratis
e la pubblicità ingannevole è derisa dai codici di autodisciplina.
o forse è soltanto offesa.

e nelle ceste calate giù dai balconi si preferisce capitalizzare il rischio
piuttosto che armarsi e partire. amarsi e partire.
senza sapore
nè sapere
di che cosa siamo fatti
a buttar giù solo aria ormai.

e vendo un master
un buon lavoro di una vita
cercasi killer sciolto
e affittasi box soppalcabile, facilità di manovra, da adibire a deposito errori.

e faccio a pugni col natale e gli auguri
di trovare libero il prossimo burrone.
non come quella volta che
"ho ordinato una casa di stelle nel petto e il cameriere mi ha servito un lupo buio che mi sfascia la fronte. devono aver finito ogni bosco libero."

e ho perso la vie en rose nella mia prima
e ultima campagna
di lusso e Russia.
con lo stupore aggrappato ai lampadari pur di poter un giorno dire
io c'ero.

e suona pure
l'ultima colonna d'Ercole
incolonnata nel traffico.
e non avere fretta
anche io odio la neve.

e il terrorismo senza bollicine.
sarebbe come dire
davvero-esiste-il bianco!
davvero-siamo-tutti-buoni!

anche a prendere un raffreddore non richiesto
un lusso senza freddo in questo inverno
di sughero e aridità
nastro isolante sulla bocca / silicone alle finestre

nei nostri gusci di lumaca
le nostre scie di solitudine

and
Let Me / Burning / 24 Hours.
postato da: me.grazia alle ore 17:55 | link | commenti
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domenica, 25 ottobre 2009

dove sei?
sono giorni che non ti fai vedere.
ho quasi finito lo smalto rosso
sulle guance
tengo il caldo ancora per pochissimo.

l'esercito di accoppiate mainstream ha riempito ogni angolo
non hai visto le svastiche sulle bandiere?
ci hanno fatto guarire a forza di cori
e industrie in crisi
le buste paga di solitudine
.

e quando la prima mattonella si è svegliata con le crepe sulla faccia
avremmo dovuto capirlo
dove andavamo a finire.
o ad incominciare.

forse in una sera accostata al giorno
chè la luce l'abbiamo fatta a pezzi
e venduta in confezioni salvaspazio

il credo è unico lo slogan la poesia
"non può promuovere la tua reputazione di persona sensibile".
gli oppositori fortunati
se ne sono andati.

e queste insegne luminose di una las vegas di provincia
una comoda coperta di ovvietà lavorata a punto croce.


postato da: me.grazia alle ore 20:11 | link | commenti (2)
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venerdì, 23 ottobre 2009

a quest'ora Concentrazione prende un caffè col suo Malditesta.
Just Love.
ieri bevevano pareri  non richiesti e un Amarcord,
lunga vita allo scozzese vestito in pied-de-poule.
liscio.

ricoperti d'autunno e lillà
cantavano
i film non vivono
più che un telefilm
e la luce reclamizza fiori
d'insonnia e Bach.
postato da: me.grazia alle ore 19:38 | link | commenti
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sabato, 10 ottobre 2009

hai per caso trovato una testa di cavallo mozzata stamani alla porta?
that's all maphia.
eppure dicono gli italiani
do it better.
le mezze stagioni vanno
a braccetto con le certezze.
e ricorda al vento, qui
non lo chiudiamo fuori dalla giacca.

postato da: me.grazia alle ore 18:16 | link | commenti (1)
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domenica, 04 ottobre 2009

c'è un picco senza fine in questo posto, lo chiamano silenzio.
e la scelta di arredarlo di parole coincide con la voglia di sudare.
è quello che mi capita quando leggo lui:

www.wrong-.splinder.com/

e qui potete trovare qualche sua costola:

www.matteobb.com/tina/
postato da: me.grazia alle ore 18:56 | link | commenti (3)
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giovedì, 01 ottobre 2009


questa è un'altra
mattina di parole affogate nel sonno
nelle stazioni di provincia
nelle lunghe attese confortanti,
e nelle tue ossa che dici di avere solo quelle.

ti ho confuso nel lungo andare di giorni
e poi mesi e poi anni,
siamo un film senza audio,
i peccati non fanno rumore.

non so più come ho fatto
sentirti fin dentro alle costole
su binari treni merci
e parabole difettate
una giungla di sassi senza molta anima
e parcheggi dove morire per primi.

e le banchine e i passeggeri senza più rimpianti
e per cena mangiamo lavoro che non c'è
ultimo appello a chi l'ha visto
per trovarti
ricoperto di foglie e di quest'autunno che ci spezza in due,
infiammazioni da curare con antibiotici e scomuniche.

e i virus veri se ne stanno alla larga.
nelle parole ricucite al palato
e il tempo che non ho per sentirmi stanca
gli origami per relagarti un abbraccio di carta,
un fantasma di come sono,
una chiacchierata notturna,
un dormire scoscesi,
un cielo appeso agli aquiloni,
un cristo sfatto fuori dagli attraversamenti pedonali. 
postato da: me.grazia alle ore 14:06 | link | commenti
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martedì, 29 settembre 2009

una riffa di polvere
sapere quanto
siamo scomparsi
due canini e un crocevia.

la tua estetica del non
le nostre file vuote
l'amore come pizza a domicilio
gli stivali attrezzati per la neve.
postato da: me.grazia alle ore 22:09 | link | commenti (2)
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lunedì, 28 settembre 2009

Non ci è rimasto neppure un mappamondo di Paesi in via di estinzione, solo una spiaggia fissa ancora per pochi giorni.
Colpa del global warming.Tutte queste coste abbandonate di plastica, i vestiti di grigio sbiadito dai giorni, la stanchezza di disegnare ricevute sui vetri blindati, la musica che non è mai abbastanza alta per coprire il resto.
La nostra crossing story, quella di ombrelli e non ricordo, forse stelle nei cappotti della Caritas e parole ricucite al palato.
E tu come pensi di stare? Dopo 20 anni dal crollo?
Mi passi a prendere in transatlantico e poi : "Ti scriverò dovunque io vada". Anche disegnando in aria le parole.
Anche se le pareti di questi giorni sono senza finestre.
postato da: me.grazia alle ore 11:17 | link | commenti (1)
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mercoledì, 19 agosto 2009

quell'agosto di ferro

scalcia ancora come un sasso

nella pancia del deserto.


quell'agosto di ferro

firma appalti di fiori

e principesse sui guard-rails.


quell'agosto di ferro

sa di sovraffollamento

e wonderwall a milano fiera.


quell'agosto di ferro

sa contare appena fino a quando

se sapesse fino a quanto non basterebbero le stelle.
postato da: me.grazia alle ore 19:33 | link | commenti (1)
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domenica, 16 agosto 2009

il sudore freddo è un bolla di sapone senza scampo, non si infrange.
il tuo corpo nelle rose non si adatta al tempo, poca elasticità.
il fiume da bere non riempie gli argini, ma la vergona.
siamo andati a cammire come ostaggi di polvere, staccati e umiliati.
cordate di comodini guerrafondai ci spostano nel sonno e nelle droghe, senza pietà.
quando avevamo ancora forza per scegliere un colore o un sapore, gli uomini erano fatti solo di profumo e qualcuno parlava ancora di quanto è bello ora che la guerra è finita.
non si aggiusta
e la plastica ci annega tutti.
postato da: me.grazia alle ore 16:49 | link | commenti
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